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Minieolico

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 Impianto mini-eolico

Punto Fotovoltaico, in partnership con Jonica Impianti, fornisce assistenza per la realizzazione del vostro impianto Mini Eolico: dal rilievo anemometrico all’installazione chiavi in mano della pala eolica.

 Jonica impianti

Tra le fonti rinnovabili derivanti dal Sole, l’energia posseduta dal vento è stata la prima ad essere stata utilizzata dall’uomo sotto forma di energia meccanica. A parte il suo utilizzo nella navigazione a vela che risale al tempo degli egiziani, i primi mulini a vento comparvero nelle aree considerate la culla della civiltà: Mesopotamia, Cina, Egitto. Si tramanda che, già nel XVII secolo A.C., Hammurabi, Re di Babilonia, avesse progettato di irrigare la pianura mesopotamica per mezzo di mulini a vento. Essi erano probabilmente costituiti da un sistema ruotante attorno ad un asse verticale. La differenza tra le due applicazioni è sostanziale: nel caso della navigazione si sfrutta la spinta esercitata dal vento su una superficie resistente; nel caso dell’irrigazione viene invece realizzato un vero e proprio motore alimentato ad energia eolica che aziona una macchina operatrice, la pompa idraulica.

Con energia eolica si intende l'estrazione di energia cinetica del vento per la produzione di energia meccanica o elettrica. Esistono impianti eolici e minieolici; entrambi si basano sugli stessi criteri di progettazione e componenti, differenziandosi però in dimensioni e costi. Installare un impianto minieolico comporta numerosi vantaggi:

- è un sistema sicuro e affidabile
- la produzione di energia avviene anche con venti di bassa intensità
- l’impatto ambientale è minimo
- la rumorosità è estremamente contenuta
- la manutenzione è ridotta

Il vento è essenzialmente dovuto all'energia solare. Nel corso del giorno l'aria sopra i mari e i laghi rimane più fredda rispetto all'aria sopra la terra, principalmente per il fatto che l'acqua "assorbe" il calore solare negli strati inferiori , sulla terraferma invece il calore solare viene in buona parte riflesso e riscalda l'aria in superficie che espandendosi diventa leggera e tende a salire, di conseguenza l'aria più fredda e più pesante che proviene dai mari e dagli oceani si mette in movimento per prendere il suo posto causando i venti di superficie, di notte in genere succede il contrario in quanto il calore accumulato negli strati profondi dell'acqua rendono più calda l'aria sovrastante gli specchi d'acqua che tende a salire e l'aria sopra la terra, più fredda perché non più irraggiata dal sole, tende a prendere il suo posto, per cui di giorno si ha la brezza verso la terraferma e di notte si ha la brezza verso il mare.

Altra causa di spostamento di masse d'aria sono le fluttuazioni della pressione atmosferica, per questo effetto l'aria  si sposta al suolo da aree ad alta pressione atmosferica verso aree adiacenti di bassa pressione, con velocità proporzionale alla differenza di pressione.

Quando si parla di "coltivare" l'energia eolica per fini energetici bisogna conoscere molti parametri: le variazioni diurne, notturne e stagionali; la variazione della velocità del vento con l'altezza sopra il suolo; l'entità delle raffiche nel breve periodo e valori statistici ottenibili registrando dati in un lungo periodo di tempo.

Prima di installare un aerogeneratore è opportuno compiere rilevamenti anemometrici che diano un quadro generale delle caratteristiche del vento nel punto esatto di installazione, questo studio si effettua con apparecchi detti anemometro e le rilevazioni devono durare minimo un anno. Da tali dati si rileva anche quale tipo di aerogeneratore è più adatto al sito in questione.

E' dimostrato (A. Betz) che solo una parte, e precisamente il 59,3% della potenza posseduta dal vento può essere teoricamente assorbita dal sistema eolico. Il perché è facilmente intuibile: per cedere tutta la sua energia il vento dovrebbe ridurre a zero la sua velocità immediatamente alle spalle del rotore, con l'assurdo di una massa in movimento prima e di una massa d'aria perfettamente immobile immediatamente dopo. In realtà il vento, passando attraverso il rotore, subisce un rallentamento e cede parte della sua energia cinetica; questo rallentamento avviene in parte prima e in parte dopo la turbina eolica.

L'energia cinetica del vento varia con il cubo della sua velocità: se quest'ultima raddoppia, l'energia  aumenta all'incirca di otto volte, se la velocità del vento aumenta di un 10% si ha un aumento del 30% di energia. Oltre alle condizioni meteo tra i vari fattori che influenzano la velocità del vento ci sono effetti geografici locali, come le asperità del terreno e l'altezza delle correnti d'aria.

La valutazione della ventosità di un sito richiede un'accurata indagine, che può durare anni. I siti vanno selezionati sulla base di indicatori biologici (grado di inclinazione permanente del fogliame, rami, tronchi degli alberi), geomorfologici (ostacoli naturali e antropici quali edifici, rugosità e orografia del terreno), socioculturali (toponomastica e memoria storica degli abitanti), nonché su un attento esame dei vincoli esistenti (ambientali, archeologici, demaniali). La selezione definitiva viene fatta dopo un periodo di misura della velocità e direzione del vento. Anche l'esistenza di strade adeguate e la vicinanza a linee elettriche devono essere tenute presente, poiché hanno implicazioni dirette con la redditività di un'iniziativa.

Importante è la disponibilità della fonte e quella della stessa macchina. Siti interessanti garantiscono intorno a 100 giorni di vento/anno (circa 2400 h/anno). Buone macchine consentono di utilizzare almeno il 95% del vento a disposizione. Le potenze installabili per una moderna centrale si aggirano sui 10 MW/km2, anche se l'area effettivamente occupata è molto più piccola.

 Quanta energia si produce da un aerogeneratore?
Il lavoro che può svolgere un aerogeneratore dipende dall'area del rotore e dall’ efficienza aerodinamica dello stesso.
Una turbina eolica che possa utilizzare la forza del vento che va da 3 m/s a 30 m/s può produrre mediamente 860 kWh all'anno per ogni m2 di corrente d'aria  intercettata, un rotore eolico può avere una potenza nominale di 0,3-0,5  kW/m2. In Italia il parco eolico produce energia elettrica con una efficienza del 22% circa della  potenza nominale installata (corrispondente ad una media di 1900 ore di funzionamento all'anno).

Per le turbine ad asse orizzontale l'area attiva è data dalla superficie sviluppata dal raggio dell'elica.
Per le turbine ad asse verticale la superficie utile è data dalla larghezza massima di prospetto per l'altezza della turbina.
Le più piccole turbine eoliche hanno una superficie attiva di 0,2 m2 e possono produrre mediamente 100 kWh/anno.
Le più grandi turbine hanno una superficie attiva di 10.200 m2 con una potenza di 4,5 MW e possono produrre 9.000 MWh all'anno.

Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18/12/2008, pubblicato sulla G.U.
n° 1 del 2/1/2009, ha introdotto importanti novità riguardo l’incentivazione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

In particolare esso prevede che per gli impianti eolici entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007 e di potenza nominale media annua compresa tra 1 e 200 kW, la produzione di energia elettrica immessa nel sistema elettrico può essere incentivata, in alternativa ai certificati verdi e allo scambio sul posto, con una tariffa fissa onnicomprensiva di € 0,30/kWh per un periodo di 15 anni.

Al termine dei 15 anni l’energia elettrica sarà remunerata, con le medesime modalità, alle condizioni economiche previste dall’articolo 13 del D.lgs. 387/03 (ritiro dedicato dell’energia elettrica).

La tariffa onnicomprensiva potrà essere variata ogni tre anni, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, assicurando la congruità della remunerazione ai fini dell’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili.

Il diritto di opzione tra i certificati verdi e la tariffa fissa è esercitato all’atto della richiesta di qualifica di “impianti alimentati da fonti rinnovabili” (IAFR) presentata al Gestore dei Servizi Elettrici. E’ consentito, prima della fine del periodo d’incentivazione, un solo passaggio da un sistema incentivante all’altro; in tal caso la durata del periodo di diritto al nuovo sistema di incentivazione è ridotta del periodo già fruito con il precedente sistema.

“Clicca qui per avere ulteriori informazioni o per chiedere un sopralluogo gratuito”